martedì 8 novembre 2016

Chi ben comincia #10: Forse un giorno di Colleen Hoover


Buon pomeriggio!
Eh sì, finalmente ho cominciato Forse un giorno di Colleen Hoover, ma quanto tempo è passato dalla prima volta che avevo pensato di leggere qualcosa di quest'autrice? Anni probabilmente.
Che peccato, se mi fossi decisa prima avrei scoperto un libro così mesi fa.
Ne ho letto più della metà e lo stile della Hoover mi ha conquistata, non so ancora dire perché, immagino che dovrò rifletterci un po', ma questo libro mi sta aprendo un mondo *-* È una di quelle letture che mi rende orgogliosa di essere lettrice, per ora sembra veramente speciale, spero si mantenga così!
Ho pensato di proporvi un estratto, non è proprio la prima pagina ma è la prima pagina del primo capitolo perché l'ho preferito rispetto al prologo. Prima vi lascio la trama e altri dettagli però :)




Titolo: Forse un giorno
Titolo originale: Maybe Someday
Autore: Colleen Hoover
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2015
Prezzo: 9.90 euro
Pagine: 327
Trama: Sydney Blake, un’aspirante musicista di vent’anni, ha una vita invidiabile: frequenta il college, ha un buon lavoro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo Hunter e convive con la sua migliore amica Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori. Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita. È attratta da Ridge Lawson, il suo misterioso vicino. Non può staccargli gli occhi di dosso e non può fare a meno di starsene ad ascoltarlo mentre suona la chitarra sul balcone della sua stanza. La sua musica le dà armonia e vibrazioni. E anche Ridge non può far finta di ignorare che c’è qualcosa in Sydney: a quanto pare, ha trovato la sua musa. Quando, finalmente, si incontrano, scoprono di avere bisogno l’uno dell’altra...

Estratto:
Apro la porta-finestra del balcone ed esco fuori, grata che il sole sia già scivolato dietro l’edificio accanto, rinfrescando l’aria fino a quella che potrebbe passare per una perfetta temperatura autunnale. Quasi nello stesso istante, il suono della sua chitarra si lascia trasportare dal vento attraverso il cortile, mentre prendo posto e mi stendo sulla sdraio. Dico a Tori che vengo qui fuori per studiare, perché non voglio ammettere che è la chitarra l’unico motivo per cui sono qui ogni sera alle otto. Precisa come un orologio.
Sono settimane, ormai, che il ragazzo dell’appartamento di fronte si siede sul suo balcone e suona per almeno un’ora. Ogni sera, io mi siedo fuori e ascolto.
Ho notato che anche un paio di altri vicini escono in balcone quando suona, ma nessuno è costante come me. Non capisco come sia possibile ascoltare queste canzoni, giorno dopo giorno, e non desiderare ardentemente che arrivi sera. Certo, la musica è sempre stata la mia passione. Quindi probabilmente ne subisco ancora di più il fascino. Suono il pianoforte fin da quando ho memoria e, anche se non l’ho mai detto a nessuno, amo comporre musica. Due anni fa ho perfino cambiato corso di laurea, passando a educazione musicale. Il mio piano è diventare insegnante di musica alle elementari; se avessi dato retta a mio padre, invece, starei ancora studiando giurisprudenza.
«Una vita mediocre è una vita sprecata» ha detto quando l’ho informato che stavo cambiando corso di laurea.
Una vita mediocre. Lo trovo più divertente che offensivo, visto che mio padre ha l’aria di essere la persona più insoddisfatta che abbia mai conosciuto. Ed è un avvocato. Chi l’avrebbe mai detto?
Una delle canzoni che conosco finisce, e il ragazzo inizia a suonarne un’altra che non ho mai sentito prima. Ormai sono abituata alla sua playlist non ufficiale, dal momento che sembra suonare sempre gli stessi brani nel medesimo ordine, sera dopo sera. Eppure, prima d’ora non l’avevo mai sentito suonare questa canzone. Il modo in cui ripete gli stessi accordi mi fa pensare che la stia creando in questo preciso istante, così, su due piedi. Mi piace l’idea di assistere a questo evento, anche perché dopo pochi accordi è già diventato il mio brano preferito. Credo che scriva tutte le sue canzoni. Michiedo se si esibisca qui nei paraggi, o se suoni solo per diletto.
Mi piego in avanti, appoggio le braccia sul parapetto e lo guardo. Il suo balcone è proprio dall’altra parte del cortile, sufficientemente lontano da non farmi sentire strana mentre lo osservo, ma abbastanza vicino da farmi avvertire il bisogno di accertarmi che Hunter non sia in casa. Non credo che apprezzerebbe la mia piccola infatuazione per il talento di questo tipo.
Tuttavia, non posso negarlo. Chiunque osservasse la passione che quel ragazzo infonde in ogni accordo s’innamorerebbe del suo talento. Il modo in cui tiene gli occhi chiusi, completamente concentrato su ogni tocco di corda.

Sono sicura che molti di voi l'avranno già letto, cosa ne pensate? Per quelli che invece non l'hanno ancora letto, quest'incipit vi ispira? 
Datemi il vostro parere nei commenti :)
Al prossimo post!
Pam

2 commenti:

  1. Wow, io devo dire che ho solo letto "Tutto ciò che sappiamo dell'amore" senza particolari entusiasmi, ma non mi arrendo *-*

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  2. Ho questo libro da un po' e devo decidermi ad iniziarlo! Adoro la Hoover *_*

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