sabato 22 ottobre 2016

Recensione #47: Il ponte di Iain Banks

Buon sabato a tutti ragazzuoli!
Oggi sono qui per parlarvi di un libro che mi è stato consigliato dal libraio della mia città, sono proprio contenta che me ne abbia parlato, altrimenti non l'avrei mai comprato!
Si tratta di un libro scritto negli anni 80, cosa che ho scoperto solo ora per altro, che mi è proprio piaciuto :) Devo recensirlo da mooltissimo tempo, visto che sono passati già un paio di mesi da quando l'ho letto, ma ultimamente ho uno strano rapporto con le recensioni, quindi perdonatemi per il ritardo ma finalmente eccola qui :3

Titolo: Il Ponte
Titolo originale: The bridge
Autore: Iain Banks
Data di pubblicazione: edizione originale del 1986, in italia 2004 (Con il titolo corpo a corpo)
Casa editrice: Meridiano Zero
Prezzo: 16 euro
Pagine: 285
Trama: Il corpo dilaniato, la memoria svanita, davanti a lui si spalanca l'allucinante mondo del "ponte". Una nuova dimensione racchiusa in una gigantesca costruzione di ferro rosso sangue. Un passaggio tra due rive ignote... Un ponte senza rampe di accesso, popolato da una folla immensa di persone di ogni razza. Una Babele in cui si parlano dodici lingue diverse, indecifrabili. Una struttura governata da misteriose e invisibili autorità, dove non esiste politica, morale, né religione. Nessun orologio a scandire il tempo. Nessuna possibilità di conoscerne la storia: libri, giornali, filmati, tutto è andato perduto. Su questa sorta di relitto del passato la gente si divide in settori, si accalca, lavora, cammina, si sposta in bicicletta o in tram, si uccide e si ama. Ed è su questo ponte che ora vive anche John Orr: nome affibbiato all'uomo che, ripescato dalle acque, è stato assegnato alle cure dell'enigmatico dottor Joyce, intenzionato a risolvere i suoi problemi di amnesia tramite una terapia onirica. Da questa dimensione immateriale emergerà la figura reale di Alex, giovane ingegnere scozzese legato all'amatissima Andrea da una relazione tanto intensa quanto contrastata. Flashback alternati ai frammenti della discesa agli inferi di un "Barbaro" capace di esprimere i suoi istinti più profondi... Ma dove finisce il sogno e dove inizia la realtà?

Era la prima volta che leggevo un thriller psicologico, è stata proprio una bella lettura perciò credo che proverò a leggere qualcos'altro del genere. C'è da dire però che essendo una novellina in questo genere quello che mi è sembrato originale potrebbe sembrare banale a qualcuno che invece ha letto molti altri thriller psicologici, io comunque ho trovato questo libro davvero particolare!

Già dalla primissima pagina veniamo subito catapultati nel bel mezzo della storia, senza preamboli, senza presentazioni, tutto viene scaricato nelle pagine in modo confuso e con un ritmo incalzante. Per questo all'inizio del libro ero un po' disorientata ma ben presto ho cominciato a capire e a cercare di mettere i pezzi del puzzle insieme, ed è stato molto avvincente farlo! 

Il protagonista, John Orr, si era ritrovato qualche mese prima senza memoria in un immenso ponte. Un ponte talmente lungo da non sapere cosa si trovi alle due estremità, anche perché a nessuno sembra importare. Il ponte è organizzato in settori e ogni persona ha un lavoro che gli è stato affibbiato da un governo di cui non si sa niente, tutto è molto organizzato e schematico e le persone vivono senza porsi domande, senza ragionare. John è stato pescato in acqua e affidato al dottor Joyce per recuperare la memoria usando i suoi sogni e mentre ci prova decide anche di indagare per scoprire cosa c'è alle estremità del ponte e quindi si imbatte in varie bizzarrie, come un ascensore che un giorno c'è e il giorno dopo è scomparso.
Nel frattempo leggiamo anche alcuni episodi della vita di un ragazzo, Alex, e della sua storia d'amore tormentata con Andrea, entrambi fanno parte del periodo dei figli dei fiori, lui è innamorato e per questo rispetta la voglia di indipendenza e di viaggiare che ha lei, anche se ne soffre.

Non posso davvero dirvi altro però perché il bello di questo libro è proprio quello di perdersi fra i vari avvenimenti senza saperne nulla e chiedendosi dove l'autore voglia andare a parare. Ci saranno anche
Anche il Forth Bridge avrà un ruolo
nella storia...
episodi, scritti con parole dalle "lettere rimescolate", che apparentemente non c'entreranno completamente niente con tutto il resto. 

Il protagonista, John, è disorientato dalle continue stranezze che gli succedono, mi è piaciuto il modo in cui è stato sviluppato ma l'ho messo quasi in secondo piano rispetto a tutti gli avvenimenti che venivano narrati nel libro. Invece Alex l'ho capito di più e come personaggio mi ha coinvolta maggiormente. Inoltre la sua storia è ambientata negli anni '60/'70 perciò è stato bello leggere riferimenti a questo passato recente, come i titoli delle canzoni o la politica del tempo. 

Questo libro mi metteva ansia, in senso buono, perché è scritto in un modo davvero scorrevole e incalzante e non vedevo l'ora di leggere il finale e scoprire come tutto si sarebbe incastrato. Da questo punto di vista non posso dire niente all'autore che ha creato una trama molto complessa in ambientazioni a sua volta particolari e complicate. Un difetto però l'ho trovato, se così si può chiamare, il linguaggio era piuttosto colorito e di solito non mi dispiace ma ci sono state una manciata di scene che ho trovato un po' esagerate, ma è per lo più questione di gusti. Se non fosse stato per questo dettaglio avrei dato il massimo dei voti!

Trama: 5/5
Personaggi: 4,5/5
Ambientazione: 5/5
Stile autore: 4/5
Livello di fangirlamento: 4/5
Che ne dite, vi ispira?

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