sabato 2 maggio 2015

Chi ben comincia #7: Le sette sorelle di Lucinda Riley

Buon sabato a tutti lettori e lettrici :3
Oggi leggo insieme a voi i primi righi di questo romanzo di Lucinda Riley, che ho comprato un po' al buio.

Trama:

Pa’ Salt ci aveva adottate quando avevamo solo pochi mesi di vita, orfane provenienti dai quattro angoli della Terra. E ognuna di noi, come amava ricordarci spesso, era diversa dalle altre, speciale… eravamo le sue ragazze. I nostri nomi erano quelli delle Sette Sorelle, le Pleiadi, la sua costellazione preferita. “Maia” è la prima e la più antica, e questo è il mio nome.

Bellissima eppure timida e solitaria, Maia è l’unica delle sue sorelle ad abitare ancora con il padre ad Atlantis, lo splendido castello sul lago di Ginevra. Ma proprio mentre si trova a Londra da un’amica, giunge improvvisa la telefonata della governante: Pa' Salt è morto. Quel padre generoso e carismatico, che le ha adottate da bambine raccogliendole da ogni angolo del mondo e dando a ciascuna il nome di una stella, era un uomo di cui nessuno, nemmeno il suo avvocato e amico di sempre, conosceva il passato. Rientrate precipitosamente nella villa, le sorelle scoprono il singolare testamento: una sfera armillare, i cui anelli recano incise alcune coordinate misteriose. Maia sarà la prima a volerle decifrare e a trovare il coraggio di partire alla ricerca delle sue origini. Un viaggio che la porterà nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, dove un vecchio plico di lettere le farà rivivere l’emozionante storia della sua antenata Izabela, di cui ha ereditato l’incantevole bellezza. Con l’aiuto dell’affascinante scrittore Floriano, Maia riporterà alla luce il segreto di un amore sbocciato nella Parigi bohémienne degli anni ’20, inestricabilmente legato alla costruzione della statua del Cristo che torreggia maestosa su Rio. Una vicenda destinata a stravolgere la vita di Maia.

Estratto:

Non scorderò mai dov’ero e cosa stavo facendo quando ricevetti la telefonata che mi informò della morte di mio padre. Sedevo nel grazioso giardino della villetta londinese di una vecchia compagna di scuola, e mi godevo il sole di giugno con una copia del Canto di Penelope aperta pigramente sulle ginocchia; in quel momento la mia amica Jenny era uscita per andare a prendere suo figlio all’asilo. Decidere di allontanarmi da casa per un po’ era stata un’ottima idea, pensai: finalmente mi sentivo rilassata. Stavo osservando le clematidi che avevano da poco schiuso i petali dei loro boccioli dando vita a un’esplosione rosa, quando il mio cellulare squillò. Abbassai lo sguardo e vidi il nome di Marina sul display. «Ciao, Ma’, come stai?» risposi, sperando che la mia voce riuscisse a trasmetterle il tepore del sole. «Maia, ascolta…» Marina si interruppe e in quel momento capii che doveva essere accaduto qualcosa di terribile. «Cos’è successo?» «Maia, non so proprio come dirtelo: ieri pomeriggio tuo padre ha avuto un infarto e stamattina presto… è morto.» Io rimasi in silenzio, mentre nella mia testa si affollavano milioni di pensieri assurdi. Primo fra tutti che Marina avesse deciso di farmi uno scherzo di cattivo gusto.
«Ho chiamato te per prima, dato che sei la maggiore delle sorelle. E volevo chiederti se preferisci avvertire tu le altre o lasciare che me ne occupi io.» «Non…» Non riuscivo a parlare, a poco a poco stavo realizzando che Marina – la cara, adorata Marina, la figura femminile più simile a una madre che avessi mai conosciuto – non mi avrebbe dato una notizia simile se non fosse stata vera. Non era uno scherzo. E quando alla fine me ne resi conto, mi sentii crollare il mondo addosso. «Maia, ti prego, dimmi che stai bene. È la telefonata più difficile che abbia mai fatto in vita mia, non so cosa dire… Dio solo sa come la prenderanno le ragazze.» Avvertii il suo dolore e tutt’a un tratto capii che non mi aveva chiamata solo per comunicarmi la notizia: anche lei aveva bisogno di una spalla su cui piangere. Perciò ripresi il controllo della situazione facendo ciò che sapevo fare meglio: confortare me stessa offrendo conforto agli altri. «Non preoccuparti, Marina, penso io ad avvisarle, anche se non sono sicura di avere con me tutti i recapiti. Se non sbaglio, Ally sta partecipando a una regata…» Cercammo di trovare un modo rapido per riunire tutta la famiglia, come se dovessimo organizzare una grande festa di compleanno a sorpresa e non una cerimonia funebre. Fu un dialogo surreale. «Che data potremmo fissare? Con Electra a Los Angeles e Ally in mezzo all’oceano, di certo non prima della settimana prossima» dissi. «Be’…» avvertii un’esitazione nella voce di Marina «forse la cosa migliore è discuterne insieme quando sarai a casa. Non c’è fretta, Maia, davvero; se vuoi restare un altro paio di giorni a Londra non preoccuparti. Purtroppo ormai non c’è più niente da fare per lui…» la voce le si strozzò in gola. «Marina, è fuori discussione: arrivo con il prossimo volo per Ginevra! Adesso chiamo la compagnia e ti faccio sapere l’ora esatta. Nel frattempo cercherò di fare il possibile per mettermi in contatto con le altre.» «Mi dispiace tanto, chérie» disse Marina sospirando. «So quanto lo adoravi.» «Sì» risposi. La strana calma che mi aveva pervasa mentre organizzavamo la riunione familiare lasciò spazio a una sensazione di vuoto, simile alla quiete prima della tempesta. «Ti chiamo dopo, appena so quando atterra il mio volo.» «Ti prego, Maia, hai subìto un duro colpo: riguardati.» Terminai la chiamata e decisi di salire immediatamente in camera per telefonare alla compagnia aerea, prima di cedere alla disperazione. Mentre attendevo in linea, il mio sguardo si posò sul letto in cui mi ero svegliata quel mattino, come un giorno qualunque. Ringraziai il Signore per non aver concesso agli esseri umani il dono di prevedere il futuro. 
Il libro comincia con una telefonata del genere D; già mi mette una curiosità... non è il primo libro dell'autrice che leggo, avevo già letto "Il giardino degli incontri segreti" e mi era piaciuto quindi appena ho visto la scritta Lucinda Riley sulla copertina, sono subito stata attratta e ho comprato questo libro. Peccato aver scoperto dopo che si tratta di una saga di ben sette volumi! Diciamo che vista la quantità di saghe che ho iniziato e non finito, cominciarne un'altra e così lunga, non è un'ottima mossa, ma ormai l'ho comprato e quest'incipit mi ispira, quindi non voglio farlo aspettare troppo, la prossima volta imparo a non comprare libri a caso xD

Voi avete letto qualcosa di Lucinda Riley? Che ne pensate di questo?

Pamy

2 commenti:

  1. E' un romanzo che ho visto spesso in giro ed ha attirato la mia attenzione, quindi lo prenderò!

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  2. Sono curiosa anche io, appena lo leggerò ti farò sapere ^^

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