lunedì 6 aprile 2015

Chi ben comincia #6: Silver di Kerstin Gier

Saaalve! Oggi oltre ad essere il lunedì di Pasquetta è il compleanno di Pamela, ma ssh, non le dite che ve l'ho detto! ^_^


Questo è il primo "Chi ben comincia" che faccio perché di solito i libri che leggo non attirano molto sin dall'inizio! Invece quello di Silver mi è piaciuto molto, anche se non so perché. Non ha niente di speciale, è semplicemente... normale! Forse mi sono un po' impersonificata nel personaggio di Liv, ma fatto sta che questo libro mi sta piacendo moltissimo! Ieri non avendo niente da fare mi sono messa a leggere ed ho perso la cognizione del tempo o.O Ad un certo punto ho sentito i miei fratelli tornare a casa e mi sono accorta che erano già le 11 e io avevo letto tutto il tempo D:
Comunque, ecco la trama di Silver, per chi non la conoscesse :D


Porte che si spalancano su luoghi segreti, statue che parlano, una ragazzina che si aggira con un’ascia in mano… I sogni di Liv Silver non sono tranquilli negli ultimi tempi. Soprattutto uno: un sogno in cui si ritrova di notte in un cimitero insieme a quattro ragazzi impegnati in un rituale dall’aspetto satanico. E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché sono Grayson, il fratellastro appena acquisito da quando la mamma ha portato lei e la sorella a vivere a Londra dal suo nuovo compagno, e i suoi amici. Perché adesso Liv frequenta la stessa scuola. La cosa veramente strana, però, è che da quando è a Londra, Liv ha scoperto di avere accesso ai sogni degli altri. Attraverso porte dai colori e forme diverse entra letteralmente nell’inconscio dei suoi amici. Una faccenda affascinante, se non fosse che, da alcune frasi che capta durante il giorno, sembra che loro siano consapevoli della presenza di Liv nei propri sogni. Come è possibile?

Incipit
Il cane annusava la mia valigia. Per essere un cane antidroga era un esemplare incredibilmente morbidoso, forse un Hovawart. Io stavo per accarezzarlo dietro le orecchie quando digrignò i denti e abbaiò in tono minaccioso. Poi tornò a spingere energicamente il naso contro la valigia. Il poliziotto sembrava sorpreso almeno quanto me, spostò due volte lo sguardo dal cane a me, poi prese la valigia e concluse: "Bene, vediamo un po' che cosa ha fiutato la nostra Amber".
Fantastico. Ero sul suolo britannico da meno di mezz'ora ed ero già sospettata di traffico di droga. Chissà come se la ridevano i veri contrabbandieri in fila alle mie spalle che, grazie a me, potevano introdurre indisturbati nel paese i loro orologi svizzeri o le loro droghe sintetiche. Quale funzionario con un po' di cervello fermerebbe una quindicenne con la treccia bionda al posto, per esempio, di quel tipo con l'aria furba e l'atteggiamento nervoso più indietro nella fila? Oppure quel ragazzo pallidissimo e spettinato, che sull'aereo era crollato prima ancora che raggiungessimo la pista di rullaggio? Naturale che adesso sorridesse con aria malvagia. Di sicuro le sue valigie erano piene zeppe di psicofarmaci.
Decisi tuttavia di non farmi rovinare il buon umore: in fondo, al di là della dogana, ci aspettava una nuova vita meravigliosa, proprio nella casa che avevamo sempre sognato.

Sì, lo so che non sembra granché, ma non so perché mi ha attirata tantissimo *-* Inoltre vorrei riportarvi una poesia che era citata all'inizio del libro, che mi è piaciuta molto!

What if you slept
And what if 
In your sleep
You dreamed
And what if
In your dream
You went to heaven
And there plucked a strange and beautiful flower 
And what if 
When you awoke
You had that flower in your hand
Ah, what then?
Samuel Taylor Coleridge
Che dite, vi ispira? Fatemi sapere :D
A presto!

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